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biografia

Generale B.A. Enrico Pezzi

Il Generale B.A. Enrico Pezzi, uno dei più eroici comandanti dell'Aeronautica Italiana, nasce a Collevecchio (Rieti) il 22 maggio 1897 da una famiglia di consolidate tradizioni militari: il padre Luigi, generale d'Artiglieria, i fratelli Pio e Mario ufficiali rispettivamente dell'Esercito e dell'Aeronautica.

La sua prestigiosa carriera militare era iniziata nell'aprile del 1917, quando, come allievo del Collegio Militare di Roma, venne ammesso all'Accademia Militare di Torino per frequentare il corso di allievo ufficiale di complemento del Regio Esercito.

Promosso sottotenente nel febbraio del 1918 ed assegnato all'Artiglieria da Campagna - arma nell'ambito della quale partecipò agli ultimi mesi della Grande Guerra - Pezzi fu attratto ben presto dal fascino del volo e nel luglio del 1923, dopo essere nel frattempo transitato  in S.P.E., venne ammesso a frequentare il corso per "osservatore d'aeroplano" conseguendo il brevetto nel gennaio dell'anno successivo.

Il suo primo impiego in questa nuova specialità fu nella campagna della Tripolitania, dopo che nel luglio del 1924 era transitato, con il grado di tenente, nel ruolo naviganti della nuova Arma Aeronautica. Sono di questo periodo la sua prima croce di guerra e la sua prima medaglia d'argento al valor militare.

Promosso capitano nel giugno 1926, Pezzi venne assegnato al comando della XXVIII Squadriglia del 62° Gruppo Ricognizione Aerea (costituito nel 1924), di base all'aeroporto di Pisa S.Giusto, conseguendo l'anno successivo il brevetto di "pilota d'aeroplano" presso la scuola di Cerveteri (Roma) dove era stato temporaneamente distaccato.

Rientrato a Pisa nel maggio del 1928, divenne quindi "pilota militare" su velivolo Ansaldo 300/4. Fu quello il periodo in cui strinse rapporti sempre più intensi con la città di Pisa, tanto che nel 1929 si unì in matrimonio con Elena Queirolo, figlia dell'illustre clinico prof. Giovan Battista Queirolo, senatore del Regno, stabilendo così la propria dimora nella città toscana.

Trasferitosi nell'ottobre del 1931 a Bresso (MI) per un periodo di comando presso il 23° Gruppo Caccia Terrestre del 3° Stormo e a Ferrara nel luglio del 1932, per un analogo incarico presso il 45° Gruppo del 14° Stormo B.D., Pezzi fece ritorno a Pisa nell'aprile del 1934 per assumere il comando, con il grado di maggiore del 62° Gruppo O.A. nonchè dell'aeroporto di S.Giusto. Incarico che mantenne fino al settembre del 1936 quando, promosso tenente colonnello, prese parte alle operazioni in Africa Orientale dove, in qualità di comandante della base avanzata di Gura, si meritò una seconda medaglia d'argento.

Rimpatriato nel dicembre del 1936, Pezzi venne assegnato al 20° stormo O.A. di Centocelle assumendone il comando nel novembre del 1937, un mese esatto dopo la sua promozione a colonnello per meriti di guerra. L'anno successivo dal mese di dicembre, alla testa dello Stormo "Sparvieri", combatté nella guerra di Spagna, dove meritò una terza medaglia d'argento.
Non appena rimpatriato, nel luglio del 1939 assunse il comando sull'aeroporto di Reggio Emilia del neocostituito 41° Stormo B.T., con il quale operò durante la 2a Guerra Mondiale partecipando alle cruente campagne di Malta e dell'Africa settentrionale.

Nell'aprile del 1941 lasciò il comando per transitare alla 9a Brigata Aerea "Leone" di cui, nel giugno successivo, assunse il comando. Per le sue brillanti qualità di uomo e di comandante dimostrate in ogni teatro di guerra, Pezzi venne decorato di una quarta medaglia d'argento e nel febbraio del 1942 venne promosso generale di Brigata Aerea a scelta assoluta, divenendo così il più giovane generale della Regia Aeronautica.

Nominato immediatamente comandante dell'Aviazione Italiana in Russia, Pezzi seppe distinguersi anche in questa ultima e tragica campagna, per le sue capacità militari e per le sue qualità umane, meritandosi le insegne di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia e la quinta medaglia d'argento al Valor Militare, questa volta "sul campo".

Il 29 dicembre 1942, appreso che a Tscherkov, nell'ansa del Don, erano rimasti accerchiati circa 12.000 soldati di cui 2.000 circa feriti, il Generale Pezzi decise di partire personalmente, dalla base di Voroscilovgrad a bordo di un trimotore Savoia Marchetti S.81, per portare medicinali e per recuperare i feriti più gravi, imbarcandosi così per il suo ultimo volo.

Le sue capacità militari vennero riconosciute anche dall'alleato germanico che lo decorò con la Croce al Merito dell’Ordine dell’Aquila Germanica di 1° Grado con Spade, con la Croce Germanica di 2° Classe (Brevetto rilasciato in data 22-7-1942) e, successivamente, con la Croce Germanica di 1° Classe (Brevetto rilasciato in data 5-8-1942).

Alla sua memoria è stata concessa la Medaglia d'oro al Valor Militare.